Il potere del silenzio di Carlos Castaneda
Il silenzio come via alla conoscenza e all’essenza dell’essere
Pubblicato nel 1987, Il potere del silenzio rappresenta uno dei vertici della ricerca spirituale di Carlos Castaneda. È un testo maturo, in cui lo scrittore — ormai non più semplice apprendista ma viaggiatore esperto tra i mondi della percezione — approfondisce l’insegnamento del suo maestro, don Juan Matus, sciamano yaqui del Messico.
Il tema centrale è il silenzio interiore, descritto non come assenza di suoni, ma come una sospensione del dialogo interno, il flusso continuo di pensieri che definisce e limita la percezione umana.
«Il silenzio interiore è la porta d’accesso al Nagual», scrive Castaneda. Il Nagual è l’“altro mondo”, la dimensione invisibile della realtà, accessibile solo quando la mente si svuota e si apre a ciò che è oltre la logica ordinaria.
La sospensione del dialogo interno
Per don Juan, il principale ostacolo alla libertà è il continuo “parlare con se stessi”. Solo interrompendo quel dialogo interiore, l’essere umano può entrare in contatto diretto con l’energia vitale del mondo.
«Quando il dialogo interno si ferma, il mondo si ferma; e quando il mondo si ferma, l’uomo vede — davvero vede.»
In questa prospettiva, il silenzio diventa una pratica di trasformazione: un esercizio di presenza totale, una forma di meditazione dinamica in cui l’attenzione si sposta dal pensare al percepire.
Il linguaggio della conoscenza
Il libro è strutturato come una serie di dialoghi e narrazioni simboliche in cui don Juan spiega che la conoscenza non è trasmessa con le parole, ma attraverso il potere del silenzio stesso.
«Le parole sono solo ombre delle cose; la conoscenza vive nel silenzio che le precede e le segue.»
Castaneda, con il suo linguaggio visionario e poetico, porta il lettore al limite del linguaggio, costringendolo a percepire oltre la mente razionale.
Una via esperienziale e non intellettuale
Nel solco della tradizione tolteca e sciamanica, il sapere non è mai concettuale, ma esperienziale. Il silenzio interiore non si comprende leggendo, ma si conquista con la disciplina, l’ascolto e il coraggio di “vedere l’ignoto”.
Don Juan insegna che ogni atto della vita può essere una via verso il silenzio, se è vissuto con attenzione impeccabile.
«Un guerriero non cerca il silenzio: lo incontra quando smette di cercare se stesso.»
Il valore del silenzio nel mondo moderno
Nel nostro tempo dominato dal rumore, dalle parole e dai pensieri incessanti, Il potere del silenzio assume un valore ancora più urgente. Castaneda ci invita a riscoprire l’ascolto profondo, a riconnetterci con il ritmo naturale delle cose. Il silenzio, nella sua visione, non è fuga dal mondo, ma ritorno alla sua essenza.
Attraverso i racconti iniziatici e le riflessioni sul “cammino del guerriero”, il libro ci ricorda che ogni essere umano possiede la capacità di accedere a stati di coscienza più ampi e di percepire l’energia viva che permea ogni cosa.
Conclusione
Il potere del silenzio è un testo iniziatico, denso e a tratti enigmatico, che sfida le categorie del pensiero occidentale.
Più che un libro da “capire”, è un libro da vivere, da lasciare sedimentare, da ascoltare nel suo ritmo interiore.
In un mondo che teme il silenzio, Castaneda ci ricorda che è proprio lì — nel vuoto fertile tra un pensiero e l’altro — che si manifesta la conoscenza più profonda.
Silvia Cerri

